TEMPO ABITATO
Approdo circolare,
nelle foreste del desiderio,
avventura solare
nei meandri del focolare,
tra letture cangianti
e scritture brillanti,
a tratti teatralizzanti.
Volti in lontananza
si incontrano sulla piattaforma
come candele profumate.
Custodi di un’unicità
che dona umanità,
tre corsisti navigano in armonia,
con la regista che,
in quel suo lieve andare,
tratteggia mappe di orientamento,
col vento del sentimento.
Questa poesia, nata da una mia recentissima esperienza di scrittura creativa, anticipa la recensione sul corso.
Nel corso della mia esistenza ho partecipato a svariati corsi di scrittura. Ricordo l’esordio con Nando Vitali, replicato successivamente, che mi schiuse un mondo nuovo fatto di immaginazione e soprattutto di analisi critica dei testi con la ricerca delle parole adatte per fotografare le scene dei racconti. Nando, meticoloso perfezionista, mostrava tutto il suo target di critico letterario.
La corsa è proseguita con un laboratorio alla linea scritta dove ho scoperto la poesia nella sua versione più classica, indi il viaggio è continuato con l’ Officina a cura di Enza Alfano, dove le tecniche e le lezioni frontali hanno primeggiato, per approdare on line al laboratorio di Eva Martelli.
5 incontri, 10 ore, in un contesto segnato da un’immersione catartica nella scoperta del sé profondo, quasi una relazione terapeutica che ha condotto me, al pari delle altre corsiste, lungo il crinale di un’esplorazione di possibilità e di territori inediti ed imprevedibili, dove Eva, pur avendo il primo nome della Storia, non si è mai calata nel ruolo da prima donna, anzi ha rivelato il volto di un’osservatrice attenta all’ascolto altrui, condividendo la sperimentazione, comunque incanalata in un percorso corale ed organico.
Una maestra senza gesso e scevra da giudizi, ha reso la distanza ricca di presenza, presenza umana scandita da ritmi fruibili ed accettabili, da tempi inframmezzati di intervalli, come tanti tasselli di un unico mosaico.
Un’avventura che ha riportato al centro l’oralità, la parola letta e scritta come veicolo di trasmissione di contenuti interdisciplinari e multidisciplinari. Una sinfonia schubertiana dove le note dei corsisti hanno suonato in un clima sereno accompagnate dalla direttrice
d’orchestra che ne ha evidenziate le unicità in un ‘ottica di reciprocità.
Direttrice che si è posta di fianco, di lato, rinunciando al protagonismo per essere protagonista insieme ai suoi corsisti.
Per queste motivazioni suggerisco i corsi di Eva Martelli, per la qualità e la singolarità che fanno emergere la soggettività.
